

136. Lo strapotere dei prefetti.

Da: G. Salvemini, Fu l'Italia prefascista una democrazia?, in Il
Ponte, anno ottavo, gennaio 1952.

Come dice Renzo nei Promessi sposi... le leggi le fanno "loro".
Con questa perentoria citazione lo storico e uomo politico
pugliese Gaetano Salvemini bolla senza appelli come
antidemocratico il regime italiano prefascista, nel quale poco
contavano gli umili cittadini. L'ossessiva presenza dei prefetti,
che intervenivano pesantemente nei governi locali, le storture
della magistratura, che usava due pesi e due misure, gli
interventi della polizia, particolarmente duri con repubblicani,
socialisti e anarchici, rappresentavano quei poteri arbitrari
ereditati dai vecchi stati dispotici i quali, secondo il
Salvemini, si erano insinuati come un cancro dentro il sistema
politico italiano.

Il regime politico italiano portava dentro di s un cancro: quello
dei poteri arbitrari che il prefetto aveva ereditato dai vecchi
regimi dispotici. Il prefetto, agente permanente del governo
centrale nelle province, nominato dal ministro degli interni, era
autorizzato per legge ad annullare le decisioni dei consigli
locali elettivi, a rimuovere i sindaci e a mandare commissari ad
amministrare i comuni; per i suoi grandi poteri poteva facilmente
influenzare le elezioni politiche, impedire che fossero elette in
Comune e al Parlamento le persone che non erano gradite al
governo, esercitare poteri dispotici. In questo modo gli italiani
si abituarono all'autorit del prefetto e non acquistarono la
capacit di capire che dove un funzionario governativo pu
sostituire il proprio arbitrio alla volont degli amministratori
locali, ivi non esistono autonomie locali n vera democrazia, si
convinsero che il prefetto doveva limitare la libert degli altri
ma non la propria, mantenendo in questo modo tutte le abitudini
delle vecchie tirannidi accanto a tutti i pericoli delle nuove
libert. Per quanto su tutti gli scanni dei tribunali fosse
scritto che la legge  uguale per tutti nessuno di tutti i
precetti subiva il maggior numero di slogature, dipendendo la
magistratura dal potere esecutivo e politico. La legge assicurava
la inviolabilit del domicilio. Ma se non eravate benestante, e se
per giunta eravate malpensante, la polizia entrava in casa vostra
quando ne aveva voglia, e metteva a soqquadro tutto quanto le
faceva comodo. Ed era inutile querelarsi, perch il giudice che
passasse per buona una querela di quel genere, quello sarebbe
stato l'araba fenice. La legge assicurava al cittadino
l'inviolabilit personale. E se eravate benestante, potevate
contarci su. Ma un povero diavolo al quale capitasse di aver da
fare con la polizia, avrebbe fatto bene a ricordarsi, come dice
Renzo nei Promessi Sposi, che: le leggi le fanno loro. Se poi il
povero diavolo era un repubblicano, o un socialista, o un
anarchico, era peggio che andare di notte. Le autorit di pubblica
sicurezza si arrogavano tutti i diritti: limitavano le
associazioni, vietavano lo sciopero, mandavano al confino di
polizia senza che avessero il dovere di fronte al popolo di
giustificare il loro operato.
